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A tu per tu con l’autore: Marta Lock presenta “Ricomincia da te”

Quest’oggi condivido con piacere l’intervista effettuata alla bravissima scrittrice italiana Marta Lock, autrice di “Ricomincia da te” edito da Harmakis Edizioni. Mi sono avvicinata a Marta, dapprima come lettrice dei suoi profili e dei suoi spazi su diversi social network e man mano che leggevo le sue parole cresceva in me la voglia di conoscerla. Così misi quindi in contatto con lei e ne è nato uno scambio proficuo: Marta ha accettato con piacere la proposta d’intervista ed ecco qui la chiacchierata:

La copertina di "Ricomincia da te" ultimo libro di Marta Lock

Chi è Marta Lock?

Marta Lock è prima di tutto una persona curiosa, interessata ai risvolti più profondi delle situazioni e aperta all’empatia verso l’altro, ai suoi perché, alle dinamiche che lo muovono anche se diverse e a volte opposte alle mie. Da qui si genera la capacità di dare vita a tanti personaggi diversi tra loro, quelli dei miei romanzi, eppure ognuno capace di lasciare il segno attraverso la sua forte personalità, e si delinea anche la motivazione che mi ha spinta a creare la mia rubrica, L’Attimo Fuggente, in cui osservo la realtà emotiva contemporanea, con tutte le difficoltà che ne conseguono, da un punto di vista poliedrico, sfaccettato così come lo è la realtà che cambia in base al punto di vista di chi la guarda. Ma soprattutto Marta Lock è una donna talmente ottimista e positiva da riuscire a vedere anche un minuscolo puntino rosa in un quadro completamente grigio, una persona che ha sempre ascoltato la propria voce interiore portandola a seguire, anche con incoscienza, quell’ impulso che l’ha spinta a realizzare i propri sogni, grazie ai quali oggi è esattamente nel punto in cui voleva essere prima di andare avanti verso il domani.

Come è nata la passione per la scrittura? E cosa vuol dire per Marta scrivere?

La passione per la scrittura in realtà è figlia del mio amore per la lettura: ho sempre letto di tutto, dai classici moderni ai testi filosofici, ai romanzi cosiddetti chic-lit, fino ai mostri sacri della letteratura internazionale. Fin da ragazza si è chiaramente delineata la mia predilezione per il modo di scrivere, di raccontare e di sviluppare le storie tipico degli anglosassoni ed è proprio attraverso loro che, pur inconsapevolmente, mi sono formata come scrittrice. La mia vita prima della scrittura è stata un turbinio di eventi, città, paesi diversi, forse dovevo accumulare tante esperienze, ascoltare tante persone, vedere tanti luoghi, per riuscire a compiere quel percorso introspettivo che mi avrebbe poi permesso di mettere su carta tutte le emozioni raccolte nel cammino. Poi improvvisamente, la famosa voce interiore di cui parlavo prima, mi ha spinta, in modo via via più forte, a scrivere un romanzo; da lì in poi è stato come se si fosse aperta una diga e le parole fuoriuscissero inarrestabili dalle mie dita. Dal 2010 ho scritto sette romanzi, di cui due ancora da pubblicare, migliaia di aforisimi – ne pubblico uno al giorno sul mio profilo Facebook e sul mio sito www.martalock.net – riuniti in due raccolte, centinaia di articoli della mia rubrica, il mio primo saggio Ricomincia da te, e tanti nuovi progetti e idee in cantiere. Non ricordo neanche come fosse la mia vita prima di diventare scrittrice, o meglio la ricordo ma mi sembra talmente lontana e ormai distante dalla me di oggi da non poter più immaginarla senza la scrittura. E’ come se in passato avessi cercato instancabilmente la mia strada e ora invece abbia raggiunto l’appagamento nella consapevolezza di averla trovata.

L’ultima fatica letteraria si intitola “Ricomincia da te”; a chi si rivolge?

Si rivolge a tutte le persone che sentono il bisogno di comprendere la vita nella sua interezza, di guardare da un punto di vista positivo ciò che è stato il passato e ciò che accade nel presente, a tutti coloro i quali desiderano ritrovare se stessi e le vicende che li hanno fatti diventare quelli che sono oggi come parte del loro cammino. Spesso si tende a guardare e a vivere le cose attraverso la lente del “perché succede tutto a me senza prendere in considerazione la possibilità che invece un ostacolo, un impedimento, una obbligata deviazione di percorso, ci abbiano salvati da qualcosa che non andava davvero bene per noi, anche se nel momento in cui lo vivevamo ne eravamo convinti, e che quella stessa deviazione ci abbia condotti verso qualcosa di migliore. Ricomincia da te è una mia esortazione ai lettori a ricominciare a farsi le domande perché è solo attraverso quelle che si riesce a trovare le proprie risposte, a cercare di capire gli altri, quelli che spesso viviamo come antagonisti, come contrapposti a noi mentre in realtà reagiscono, come d’altronde succede a tutti, a qualcosa che non hanno compreso o risolto del loro passato emotivo. Io credo che sia insito nell’essere umano l’errore, così come il cambiamento, è questo che suggerisco nel libro: accettare le trasformazioni senza combatterle perché sono proprio quelle che ci arricchiscono, che ci fanno crescere e maturare, anche se a volte sono difficili da accettare, dolorose.

Perché l’esigenza e la motivazione di scrivere un libro così emozionalmente forte?

Come tu sai io ho un contatto continuo con i miei lettori attraverso i social, lettori che seguono quotidianamente sia i miei aforismi, di tipo filosofico-emotivo, vere e proprie pillole che vanno a colpire proprio quella sensazione profonda, quell’attimo intenso che punta all’anima che spesso ci si dimentica di ascoltare, sia gli articoli della mia rubrica L’Attimo Fuggente, anche quelli molto letti e apprezzati, e mi sono resa conto che le persone hanno voglia di parlare di questo tipo di argomenti o, per meglio dire, ascoltare, leggere, sentir raccontare, punti di vista diversi dal proprio, per non sentirsi soli nell’emotività, per osservare in modo profondo ciò che accade o è accaduto.  E, soprattutto, per permettere loro di guardare con positività alla realtà dell’esistenza perché credo che tutti meritino la felicità ma molti non capiscono di averla lì, davanti a se stessi, proprio perché non sono capaci di vederla, così sperano o aspettano qualcosa di grande che forse e chissà quando arriverà dimenticando che la vita è adesso, nel momento. Comprendere che un ostacolo, una caduta, sono importanti per scoprire come superarli o semplicemente per capire quanta forza riusciamo a tirare fuori per rialzarci è una splendida lezione che la vita ci regala perciò, se cadremo di nuovo, sapremo che possiamo tornare in piedi perché siamo abbastanza forti e possiamo sorridere alla vita anziché rammaricarci per aver fatto un’altra caduta.

Il libro è un racconto introspettivo: quanto c’è di Marta nel libro?

Il percorso per ritrovare me stessa, guardarmi dentro, accettare gli errori come parte del cammino, ascoltare silenziosamente le ragioni dell’altro davanti a cui mi ero trovata e comprenderne le motivazioni, è stato fondamentale per formarmi dal punto di vista emotivo, non avere più paura di accogliere le mie sensazioni più profonde, la mia sensibilità, e ho trasformato quella che inizialmente vivevo come fragilità in forza interiore. Questo passaggio è stato fondamentale per crescere e rafforzare il mio ottimismo, la mia positività, il mio guardare sempre la parte piena del bicchiere, mai quella vuota. Le cose accadono, questo è il primo capitolo del libro, e quando questo si è verificato ne ho preso l’insegnamento positivo, dopo un primo momento di destabilizzazione sono passata subito oltre, pensando alla soluzione non al problema e chiedendomi cosa dovevo capire e tirare fuori da ciò che era successo, qual era il messaggio tra le righe che dovevo portare con me e che mi avrebbe accompagnata e sostenuta nei passi successivi della mia esistenza.

Ricordiamo brevemente anche i libri pubblicati. Quanto e in che cosa si distinguono da quest’ultimo? C’è un leitmotiv che li accomuna?

Beh, le altre pubblicazioni sono romanzi perciò un altro genere letterario, però la tua domanda è molto interessante perché in effetti esistono linee comuni ben definite che mi caratterizzano in modo netto. Per prima la scorrevolezza di scrittura che per me è il mezzo migliore per raggiungere e catturare la parte emotiva del lettore, quella che si perderebbe utilizzando un linguaggio più complesso e di difficile comprensione perché si va inevitabilmente a far leva sulla parte razionale che deve comprendere le parole distogliendo il focus dall’emozione. Poi il tema della crescita, della maturazione, del percorso che ci fa partire da un determinato punto e ci fa giungere a un gradino successivo più evoluto perché la realtà vissuta ci modifica, che siamo più o meno disposti ad ammetterlo; i protagonisti dei miei romanzi cadono, lottano, si piangono addosso, si rialzano e vanno avanti più spediti di prima perché così è la vita, in una parola vivono. Tanto è realistico il percorso di Ricomincia da te, quanto lo sono le storie raccontate nei miei romanzi: Notte Tunisina, in fase di revisione perciò attualmente non disponibile, Quell’anno a Cuba, Ritrovarsi a Parigi, tra le opere selezionate per il Roma Film Corto di quest’anno, Miami Diaries, La sabbia del Messico, luoghi lontani a testimoniare che tutto ciò che noi stiamo vivendo qui e oggi, può essere vissuto con la stessa intensità da persone dall’altra parte del mondo, diverse per cultura, colore della pelle, modo di vivere ma tutte unite da un unico comun denominatore: il mondo emotivo.

Esaminando l’editoria in generale: c’è oggi una maggiore attenzione verso gli scrittori emergenti?

Fortunatamente esistono molte case editrici nuove e fresche, che escono dai parametri prettamente commerciali di molte grandi, e che sono disposte a investire e credere nei talenti da far crescere ed emergere, una scommessa non facile in un mondo in cui ormai tutto è monopolizzato dai colossi editoriali e distributivi. E soprattutto vogliono portare avanti i talenti italiani, senza cedere al fascino del best seller che viene dall’estero e che, a prescindere dal valore del soggetto e della capacità scrittoria dell’autore è automaticamente pubblicato perché rientra in un’ottica di pura monetizzazione. Le piccole realtà editoriali hanno voglia di crescere e farsi strada, così come l’autore emergente, ecco perché sono così attente e sensibili a portare avanti autori di valore, insieme possono crescere più velocemente e arrivare prima a farsi notare.

Quali consigli si sente di dare ad un giovane che vuole intraprendere un percorso lavorativo nella scrittura e nella letteratura in generale?

Il primo, fondamentale, è quello di mettersi sempre nei panni del lettore perché se è vero che molti scrittori dicono di scrivere per se stessi, è altrettanto vero che sono gli altri a doverli leggere perciò è necessario chiedersi: “Se leggessi questo libro, mi piacerebbe? Mi appassionerebbe oppure mi annoierebbe?” Non bisogna mai perdere l’obiettività e l’autocritica altrimenti, da ancora esordienti si può credere di essere i nuovi James Joyce salvo poi scontrarsi con la cruda realtà. Il secondo è di scegliere molto bene la casa editrice perché essere seguiti nel modo giusto, non come dei semplici numeri ma come dei veri e propri autori anche se inizialmente sconosciuti, è molto importante per consolidare quella fiducia in se stessi necessaria a continuare a scrivere. Tutti gli artisti hanno una sensibilità molto accentuata e soffrono molto quando percepiscono attorno a sé un modo frettoloso o indifferente riguardo il proprio lavoro, hanno bisogno di sentirsi accolti e sostenuti ed è questa la parte più difficile di un vero editore, di quelli con la e maiuscola, ruolo che spesso viene dimenticato. Il terzo consiglio, anche questo molto importante, è di capire che nell’epoca contemporanea lo scrittore è un imprenditore, un promoter di se stesso, deve essere sui social, deve raccontare i suoi libri al pubblico investendo il suo tempo e anche i suoi mezzi perché il mondo editoriale è cambiato e dalle case editrici non ci si può più aspettare che facciano tutto loro. Questa considerazione non va né a favore né contro, ogni parte in causa ha i propri perché e le proprie motivazioni, semplicemente i tempi sono diversi e, con migliaia di titoli pubblicati ogni anno, bisogna mettere del proprio per farsi conoscere.

Nei mesi scorsi è stata protagonista di presentazioni live nelle librerie: quali sono, se il calendario è già stilato, i suoi prossimi impegni? Dove la potranno incontrare i fans e lettori del libro?

L’appuntamento più vicino è quello di Padova, al Grand’Italia Hotel, bellissima location storica in pieno centro cittadino, ospite della rassegna Aperitivo con l’Arte ideata dalla pittrice Marilena Bordin, che modererà anche la presentazione letteraria (l’evento era in calendario per i primi di novembre; n.d.r); la prossima data, ancora da definire per quanto riguarda il giorno e la location , sarà intorno a metà dicembre a Treviso e dell’organizzazione si occuperà Claudia Rossetti dell’Associazione Artescalza in collaborazione con la Tavolozza Trevigiana; infine a febbraio sarò a La Corte di Felsina a Bologna, per una presentazione con mostra di pittura affine ai temi trattati nel libro, organizzata da Anna DeLucca, presidentessa dell’Associazione di Arte e Cultura che prende il nome dalla storica sede. Poi entro i primi di marzo uscirà il mio nuovo romanzo, Dimenticando Santorini, edito da Talos Edizioni e ricomincerò un nuovo tour.

 

Invito tutti a prendersi del tempo e leggere l’opera di Marta. “Ricominicia da Te” è un libro piacevolissimo e scorrevole da leggere. E’ un volume che aiuta molto a guardarsi dentro, esaminarsi, esaminare la propria vita, superare le difficoltà e riprendere in mano la propria vita per ricominciare con più forza di prima. L’ho letto in un periodo particolare e non nego ogni tanto di andare a rileggere qualche passo per ritrovare la forza di ricominciare in quelle giornate che mi sembrano tanto difficili e che non credo di merita. E’ lì che mi accorgo che sono proprio io a dover trovare la forza di ricominciare da me stessa: sicuramente è un passo fondamentale per poter ricominciare con più forza e vigore a perseguire i nostri sogni e i nostri progetti. Sono fortemente empatica anche io e so che l’empatia può essere un’arma a doppio taglio ma tutto dipende da noi stessi. Doppiamo – come Marta ben cerca di farci capire nel suo scritto – che dobbiamo vivere l’empatia e le situazioni negative come un’opportunità per ricominciare. Un testo, questo che, sicuramente, cambia il lettore: lo cambia nel modo di percepire l’altro, di percepire se stesso, le situazioni che gli sono capitate e lo aiuta a capire che, spesso, tutto ciò che accade non accade mai per caso e che le delusioni che dapprima sembrano annientarci possono far nascere in noi quella forza sana pronta a farci ricominciare e riconciliarci con il mondo.
Alle porte di un periodo, quello natalizio, che prevede un gesto d’amore attraverso un dono, credo il miglior modo di dire ti voglio bene ad una persona sia regalare a quest’ultima qualcosa che lo aiuti a guardarsi dentro e a migliorarsi. In bocca al lupo a Marta per i prossimi progetti e Buona Lettura a tutti.

 

 

Lorena Politi

Giornalista Freelance. Curiosa, appassionata delle news, della ricerca della verità e del dare voce a chi non l'ha! Salute e benessere i temi principali che mi incuriosiscono e sui quali mi piace approfondire.

One thought on “A tu per tu con l’autore: Marta Lock presenta “Ricomincia da te”

  • novembre 28, 2016 at 5:13 pm
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    Grazie Lorena per la tua recensione, le parole da te usate per descrivere le sensazioni che hai ricevuto leggendo il mio saggio mi hanno davvero emozionata tanto. Un abbraccio.
    Marta Lock

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